7.2 la guerra dei tonni – il tonno rosso

Pubblicato il 16 maggio 2010

0


Grosso, veloce, potente: raggiunge i tre metri di lunghezza per oltre 600 kg. di peso, vive fino a trent’anni, è capace di migrazioni di migliaia di chilometri e sullo scatto può arrivare a 80 km/ora di velocità. Ma è soprattutto prezioso: Thunnus thynnus, il tonno rosso, è fra tutte le specie di tonno quella che raggiunge le dimensioni maggiori e con la più alta percentuale di grasso corporeo; il che ne fa un pesce ricercatissimo dai giapponesi (a gennaio un tonno di 232 kg è stato venduto a 100.000 euro al mercato del pesce di Tokyo: capito ora perché nelle scatolette si trova il “pinna gialla” e non il tonno rosso?).

Pesce ricco e ricercato, dunque, ma nomade e quindi sfuggente. Tranne che nel periodo riproduttivo, quando si riunisce in banchi immensi e si avvicina alle nostre coste dove, da millenni, lo attende l’uomo: il più evoluto e il più prezioso dei pesci nuota infatti nel nostro Mediterraneo, dove nasce, cresce e poi torna a riprodursi.

Il tonno rosso mediterraneo proviene in realtà da una popolazione atlantica che, a seconda di dove si diriga per riprodursi, dividiamo in due sottopopolazioni: una orientale (che vive dalla Norvegia al Marocco e che si riproduce in Mediterraneo) e una occidentale (dal Canada al Brasile; si riproduce nel Golfo del Messico). Non sono popolazioni completamente distinte, tanto che alcuni tonni marcati alle Bahamas sono stati poi pescati sia in Brasile che in Norvegia. Migrazioni intercontinentali che il tonno compie sfruttando il flusso delle correnti, riuscendo a coprire anche più di un centinaio di miglia al giorno. Ma è indubbio che alla base di queste trasmigrazioni c’è la sua grande potenza di nuotatore, che gli deriva dalla temperatura corporea che, al contrario della stragrande maggioranza dei pesci, è superiore a quella dell’acqua di almeno 8°C. Al caldo i muscoli sono più efficienti e questo consente al tonno accelerazioni improvvise e escursioni in acque profonde e fredde, sia per sfuggire a un predatore che per seguire una preda.

Il tonno rosso è un animale gregario; vive in branco soprattutto quand’è piccolo e quando è nel periodo riproduttivo, ma è molto selettivo nei confronti dei suoi compagni e si associa solo a esemplari della sua stessa taglia (che hanno quindi le stesse esigenze fisiologiche e la stessa velocità di nuoto: è evidente che un tonno di30 kg e uno di 300 abbiano esigenze differenti). Nel periodo riproduttivo i banchi sono folti, compatti e ordinati; passato il momento dell’amore i legami di gruppo via via s’allentano ma persino i grandi tonni di diversi quintali di peso non perdono mai completamente contatto con i loro simili.

In Mediterraneo vi sono diverse aree di riproduzione: nella parte occidentale del bacino, e soprattutto tra Sardegna, Sicilia e penisola italiana; e ancora nel mar Ionio e nell’Adriatico centro-meridionale. Più che luoghi fisici, sono probabilmente aree determinate da un cocktail di composizione chimica, densità, temperatura dell’acqua e assenza di elementi di disturbo (reti e palangari, rumori, inquinamento): questo spiegherebbe i temporanei mutamenti di rotta che portano in tonnara buone e cattive annate. I pesci iniziano a nuotare vorticosamente a formare un enorme cilindro rotante da cui scattano a turno i pesci verso il centro. Addome contro addome, emettono i loro prodotti sessuali che la forza centripeta prodotta dal turbinio di pesci concentra lungo l’asse verticale, facilitandone l’incontro e la fusione. La girandola deve aver luogo più di una volta perché gli animali non emettono tutti i loro gameti (le femmine producono decine di milioni di uova per stagione) contemporaneamente.

Pubblicato in: 7. la guerra dei tonni