Dal Messico al Giappone, una “gita” di 5800 miglia (oltre 10.000 km); e ancora, 119 giorni per passare da una sponda all’altra dell’Atlantico (4830 mg, quasi novemila chilometri), una media di 40 miglia al giorno. I tonni rossi sono davvero i grandi migratori del mare, capaci di viaggi intercontinentali che intraprendono regolarmente da e verso i luoghi riproduzione e le zone di caccia.
I tonni giganti che a maggio si avvicinano alle nostre coste hanno passato tutto l’inverno in Atlantico. L’istinto (e cioè probabilmente la lunghezza del giorno e l’altezza del sole sull’orizzonte, entrambi funzione della stagione) ha segnalato loro a inizio marzo la necessità di riunirsi in branchi sempre più fitti e cavalcando la corrente che dall’Oceano si riversa nel nostro mare, passano così lo stretto di Gibilterra penetrando in Mediterraneo (un anno ne passò uno stimato in undicimila unità). Seguendo la corrente entrante nelle sue mille diramazioni i tonni (cosiddetti “di corsa”) raggiungono in giugno i luoghi di riproduzione. Concluso l’incontro d’amore i tonni cominciano quindi a disperdersi e a riprendere la rotta verso l’Atlantico (tonni “di ritorno”). Sostano magari nel Canale di Sicilia, ricco di prede, per poi dirigere verso Gibilterra e di qui piegano verso sud o verso nord, per raggiungere i mari pescosissimi di Norvegia e delle isole Lofoten, per ricostituire le riserve usate per la grande corsa. Non tutti i tonni giganti, però, escono dal Mediterraneo, come dimostrano le catture sporadiche di grandi esemplari soprattutto in Adriatico.
Pubblicato il 18 maggio 2010
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