Mentre le immersioni di Roberto si susseguono, senza che si riesca a vedere ancora un pesce (strano: li hanno visti pochi giorni fa sulla punta qui vicino, e anche a Capraia) dalla massa di lavori scientifici che sto digerendo comincia ad emergere una verità che cozza con ciò che pensavamo di sapere. Altro che goffi e tranquilli: i pesciluna sono degli ottimi nuotatori, capaci di risalire le correnti e coprire tanta strada quanto gli squali o alcuni tonnetti.
Maratoneti! Ad esempioi tag satellitari, che scienziati un po’ ovunque hanno loro impiantato addosso per settimane o mesi, mostrano come coprino anche 100 cento!) chilometri in un giorno, per poi fermarsi per giorni nello stesso posto presumbilimente quando hanno trovato ciò che cercavano – probabilmente cibo.
E perché fanno tutta quella strada? Perché il cibo, in mare aperto, non è distribuito uniformemente ma è concentrato in alcune zone. I pesci luna, come tutti i pesci d’alto mare, devono quindi viaggiare a lungo prima di trovare le loro prede.
Come fanno a nuotare così a lungo con quel corpo così tozzo? Perché quel corpo tozzo è, intanto, molto leggero visto che è fatto di cartilagine e “imbottito” di uno strato gelatinoso che li rende neutri nell’acqua. Ma soprattutto perché quelle buffe pinnette che hanno sul capo e sotto la “pancia” sono molto efficienti. Battendo simultaneamente sullo stesso lato agiscono un po’ come le ali di un pinguino e così il pesce luna anziché nuotare, sott’acqua letteralmente vola.
Migrazionii – Mentre in altri mari i pesci luna sembrano migrare a sud, verso acque più calde, in inverno, per tornare più a nord in estate, in Mediterraneo…. beh “ovviamente” non lo sappiamo. Però i ricercatori dell’ISPRA (Istituto superiore per la Ricerca Ambientale) e dell’Istituto Tethys, che lo scorso anno hanno realizzato un censimento aereo nel Santuario dei Cetacei, volando sul mare hanno notato un numero tutto sommato simile e una simile distribuzione di pesciluna in superficie. Chissà, forse da noi non fa poi così freddo – e d’altra parte i pesciluna, che sono dei ben sommozzatori, spingendosi oltre i 500 metri di profondità – sono ben capaci di sopportare temerature ben più rigide di quelle che del Mediterraneo in inverno.
Pubblicato il 4 giugno 2010
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