Grande occasione: oggi son salita a bordo della Rainbow Warrior, ammiraglia della flotta di Greenpeace, per seguire da vicino la loro lotta per la salvaguardia del tonno rosso. Sono inviata per il Financial Times, quotidiano inglese per cui ho già seguito i problemi del tonno e della pesca industriale (leggi qui l’articolo).
Greenpeace, come altre associazioni ambientaliste, ha denunciato negli anni la drammatica sorte del tonno rosso, pescato con ritmi sempre più intensivi e mezzi sempre più potenti (leggi qui l’ultimo report). Ha denunciato, anno dopo anno, la pesca illegale. Quest’anno ha detto basta: con la popolazione all’orlo del collasso (ammesso dagli consulenti scientifici dell’organo di gestione del tonno, l’ICCAT) gli attivisti hanno deciso di fermare la pesca: legale o illegale che sia. Il primo confronto con i pescatori francesi è finito male: arpionati, speronati e affondati nel tentativo di ridare la libertà a un banco di tonni, un attivista ferito e due gommoni perduti (leggi il comunicato stampa).

Pubblicato il12 giugno 2010
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